Serviti e riveriti
Non esiste una formula della felicità, ma se si tratta di ospitalità si può azzardare: un buon mix di professionalità ed empatia. Ed è quello che propone questo brioso – ma rigoroso – saggio di Tiziana Busato Soprana.
Tanto una ragazza o un ragazzo che abbiano scelto il percorso che dal cameriere porta al maître fino al direttore di un grande ristorante, quanto un privato cittadino che conosca la gioia di invitare le persone a cena, in queste pagine troveranno non solo innumerevoli suggerimenti, ma anche una divertente storia ricca di aneddoti sugli usi e costumi della tavola: sapevate che fu Leonardo da Vinci a inventare il tovagliolo e che fino ad allora la nobiltà milanese si puliva le mani con i… conigli?
Dalla storia della forchetta alle istruzioni per una cena festiva tra amici, dalla comunicazione via social a quella non verbale, dall’etichetta degli altri Paesi alla “gestione delle crisi” (se c’è un ospite in più? Se un commensale ha un’intolleranza non prevista?): in cento pagine divertite e divertenti Busato Soprana dà tutte le risposte, senza la rigidità dei Galateo vecchio stile, con la leggerezza – ma anche il rigore – della migliore ospitalità contemporanea.