Pigiama party spaziale: Una voce tra le stelle
A volte le grandi missioni non vanno come sperato; eppure possono essere un successo… stellare!
Due amiche di dieci anni stanno per trascorrere una notte speciale: YumYum e Toni Peperoni, anche detta Totoroni, hanno montato una tenda in giardino, pronte per un pigiama party sotto le stelle. Insieme ai sacchi a pelo hanno portato dolci e bibite in quantità, ma soprattutto una geniale invenzione: YumYum ha costruito con mezzi di fortuna una ricetrasmittente potentissima. La mamma di Toni non c’è più, e tutti gli adulti continuano a dirle che “ora è in cielo”: il piano è di provare a mettersi in contatto con lei, scoprire se lassù sta bene, poterle parlare ancora.
Mentre il papà di Toni rimane in casa, con l’apprensiva mamma di YumYum che continua a chiedere notizie se stia andando tutto bene, le due bambine accendono l’apparecchio; niente da fare, la mamma di Totoroni non risponde… ma qualcun altro, incredibilmente, sì: è Zanna, astronauta a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. In orbita intorno alla terra, ogni circa quaranta minuti torna a collegarsi con loro, le ascolta e risponde alle loro mille eccitate domande: ne nasce uno scambio contemporaneamente profondo, divertente e delicato sull’universo, sulla fisica, sulle stelle, ma anche su cosa significa essere dei puntini nel cosmo, come può essere la vita al di là della Terra e, naturalmente, dopo la vita stessa…
L’esordio della scrittrice tedesca Karen Köhler nella narrativa per ragazzi passa dal palcoscenico: Una voce tra le stelle nasce infatti come pièce teatrale, una storia “tutto in una notte” delicata e ironica. Accompagnati dalla narrazione istrionica e pimpante di Toni, i lettori si accoccolano con lei sotto la tenda: uno snack al cioccolato in una mano, una bibita frizzante nell’altra, per gustarsi un’amicizia affettuosa e complice: Toni e YumYum, così diverse e così simili, condividono l’entusiasmo per il sapere, la curiosità, il bisogno di capire. Nel loro linguaggio strampalato e iperbolico, si scopre che il loro rapporto ha superato momenti difficili come il trasloco di Toni in una nuova zona – e una nuova scuola – e come YumYum stia facendo tutto il possibile per dare speranza e risposte a Toni, ora che la sua mamma non è più con lei. E sfogliando il romanzo, intercalato con la narrazione, fa capolino il diario della ragazzina in cui ricorda tutti i momenti magici e privati vissuti con la madre: dialoghi, esperienze, giochi, favole delle buonanotte, persino i litigi, un dolcissimo mondo in codice. Sullo sfondo, la tristezza del padre, incapace di gestire il lutto e affamato di momenti di solitudine che Toni e YumYum guardano con perplessità. Le chiacchiere con Zanna, l’astronauta comprensiva, acuta, attenta nella scelta delle parole, fanno volare in alto le ragazzine dando un nuovo senso alla loro ricerca: nell’universo l’energia e la materia si trasformano e non si disperdono, la mamma non può essere sparita e basta. Da qualche parte, sotto qualche forma, esiste ancora.
Non è la risposta migliore, probabilmente, ma è sicuramente quella giusta per sostenere Toni e soddisfare YumYum. Le stelle faranno il resto, e per le due amiche del cuore sarà una notte indimenticabile.
Karen Köhler è nata ad Amburgo, dopo dodici anni di lavoro in teatro, ha iniziato a scrivere e oggi ha all’attivo opere teatrali, sceneggiature, radiodrammi, saggi, racconti e romanzi tradotti in molte lingue. È anche autrice di poesie e di testi per la radio. È una penna stabile dello ZEITmagazine dal 2008 ha iniziato a dedicarsi anche al teatro per l’infanzia arrivando poi alla narrativa per i più piccoli. Una voce tra le stelle è il suo primo romanzo middle-grade e racchiude in sé entrambi i mondi essendo stato originariamente concepito come opera teatrale.
Bea Davies è un’illustratrice e fumettista tedesca cresciuta a Berlino. Autrice di graphic novel e collaboratrice di numerose realtà editoriali internazionali, nelle sue opere unisce sensibilità visiva e attenzione ai temi dell’identità, delle relazioni e della memoria.
Provo a immaginarmi la velocità della luce e la distanza che riesce a percorrere in un anno, ma di nuovo l’unica cosa che ottengo è una lussazione al cervello. Con la lingua mi schiaccio lentamente una patatina contro il palato. Di solito le trangugio a manciate, ma ora farei talmente tanto di quel rumore che non riuscirei a sentire quello che dice YumYum. Per questo ho deciso che per il momento mangio una patatina alla volta, elegante come una dama dell’Ottocento, e me la schiaccio contro il palato senza fare il minimo rumore. YumYum versa nei noodles sbriciolati il condimento ai gamberetti e prende a scuotere ben bene la confezione.
«Per non parlare delle galassie: un vortice infinito di stelle con spirali di tentacoli di soli al posto delle braccia!»
Provo a immaginarmi la nostra galassia come un polpo, mentre YumYum agita le braccia in aria.
«O dei buchi neri che risucchiano ogni cosa, tutto al loro interno. Soli, pianeti, mondi, nebulose, comete, tutto!»
«Anche la mia pancia risucchia dentro di sé ogni cosa, quindi è un buco nero» dico, e YumYum scoppia a ridere. Sgranocchia le sue briciole di noodles. «Zack, la luna. Risucchiata! Il sole. Schwupp. Risucchiato! Possiamo dire che un buco nero è un po’ come una specie di aspirapolvere spaziale. Che aspira tutta la materia. E anche l’antimateria. Un altro bel concetto da niente! ANTI-MATERIA! Eh? Ma come può esistere una cosa del genere, dai? Cosa può essere l’anti-materia? Una cosa che non c’è e però invece c’è?»
«Forse proprio come mia mamma? Che non c’è, e però invece in qualche modo c’è?»
YumYum ci ragiona un po’ su. «Eh, forse… sì. Una cosa del genere, immagino. Mammamia, comunque, una roba da farti venire i crampi al cervello, no?»
«E anche il singhiozzo!»
«Cose folli. Cioè, capito? Noi ce ne stiamo qui a sfrecciare per l’universo a centosettantamila chilometri orari e non ce ne rendiamo minimamente conto!». La voce di YumYum si fa acutissima, sembra sul punto di impazzire. «CENTOSETTANTAMILA KAPPA EMME ACCA!»
YumYum schizza in piedi e prende a sfrecciare per il giardino tentando di raggiungere la velocità della luce, una scena davvero buffa da vedere perché tiene gli occhi spalancatissimi, ma ovviamente riesce a raggiungere soltanto la velocità di YumYum, che comunque è il doppio della mia.